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Cenni storici. Il suo primitivo insediamento venne creato dai Liguri e consolidato dai Galli. Conquistato da Claudio Marcello nei primi anni del II sec. a.C. assunse il nome di Ticinum; infatti il centro sorgeva sulla riva sinistra del Ticino a pochi chilometri dalla confluenza con il Po. Del Castrum romano permangono ancora oggi le due arterie principali: il cardo (oggi Strada Nuova) e il Decumanus (Corso Mazzini). Concessa la cittadinanza romana  da Cesare, il Municipium assunse un rilevante ruolo militare durante gli ultimi anni dell'Impero e alle prime invasioni barbariche. Il nome di Papia venne assunto durante la guerra gotico bizantina. Con la discesa dei Longobardi e dopo tre anni di assedio la città conquistata divenne la capitale dei nuovi dominatori, dal 572 al 774. Con la conversione al Cristianesimo, la città si arricchì di basiliche, palazzi e monasteri.

Sotto il dominio dei Franchi Pavia divenne la capitale del Regno Italico e centro di cultura prestigioso: infatti si afferma la scuola giuridica, sanzionata dal Capitolare di Lotario nell'825.Nel 1024 alla morte dell'imperatore Enrico II, nasce il Comune anche se Pavia conserva il titolo di Capitale (il Barbarossa venne incoronato in S. Michele nel 1155). Nel sec. XII la città si schiera a fianco dell'imperatore durante le lotte per l'autonomia comunale ed ottiene nel 1164 il riconoscimento giuridico sui territori della Lomellina e dell'Oltrepo. Libero Comune, ma indebolita da lotte interne, Pavia si arrese dopo tre anni alla Signoria dei Visconti nel 1359. Questi ultimi la scelsero come residenza: Galeazzo II e Gian Galeazzo la dotarono di splendidi edifici; il Castello e la Certosa, riunirono in Pavia artisti e letterati e nel 1361 fondarono lo Studio Generale, l'Università. Con la Signoria degli Sforza, fu creato il Principato di Pavia mentre iniziava la fabbrica del Duomo.

Nel 1525 con la sconfitta di Francesco I di Francia la città passò sotto il dominio Spagnolo per circa due secoli. Nel XVIII secolo la Lomellina e l'Oltrepo furono assegnati con il trattato di Worms al Ducato Sabaudo e la città divenne dominio Austriaco. Sotto quest'ultimo iniziava una nuova età di splendori per la città che si arricchì di splendidi palazzi, mentre l'Università divenne il fulcro di richiamo della cultura europea e consolidò il suo prestigio tra la fine del '700 e l'800 con l'insegnamento nell'Ateneo di docenti come A. Volta, V. Monti, U. Foscolo, A. Scarpa.

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Chiesa di San Michele Maggiore. Piazza san Michele. La Basilica è una delle più prestigiose testimonianze del Romanico europeo: fu eretta nel XII su una precedente chiesa longobarda, qui fu incoronato nel 1155 Federico Barbarossa. Ha una facciata in arenaria divisa in tre campi da lesene e decorata da fasce scultoree, con loggetta cieca di coronamento. L' interno a croce latina è a tre navate, le laterali con matronei, il transetto è coperto da volte a botte, il tiburio si eleva a ottagono, il presbiterio è sopraelevato. Da notare la cripta di grande fascino ricca di capitelli scolpiti con storie della Bibbia e figure allegoriche. Nel presbiterio è visibile quanto resta del mosaico pavimentale con le Figure dei mesi, l'Anno e il Labirinto ( sec. XII ); l' altare è del 1363, il grande tabernacolo è del 1606. Nel transetto si trova il magnifico Crocifisso detto di Teodote, capolavoro in lamina d' argento di un maestro orafo attivo in Italia settentrionale nella seconda metà del X secolo.

Chiesa di San Pietro in Ciel d'Oro. Piazza S. Pietro in Ciel d'oro. Edificata nel XII secolo, consacrata nel 1132, sulla preesistente chiesa dei secoli VII-VIII, fu eretta per volere del re Liutprando (qui sepolto ), il quale riscattò e fece trasportare in Pavia le spoglie di S. Agostino nel 722. Il cenobio godette di grande fama per lo scrittorio e le scuole formatesi in epoca carolingia; la chiesa è citata da Dante, Petrarca e dal Boccaccio. Facciata e capanna in cotto e arenaria divisa in tre campi dai contrafforti: da notare i bacini ceramici di origine islamica. L' interno è a tre navate, quella di destra fu interamente restaurata nell' 800. La cripta accoglie in un sarcofago le spoglie di Severino Boezio, citato da Dante nel Paradiso, Canto X. Sono di particolare interesse: il mosaico romano collocato dietro l'altare maggiore e il frammento nell' abside destro. Dalla navata di sinistra si ha accesso alla sagrestia del XVI secolo decorata a fresco con allegorie, anche se i più antichi resti degli affreschi del XV secolo sono visibili nella navata di sinistra: Resurrezione di Cristo e Annunciazione. Firmata e datata ( 1599 ) l' opera di Giovan Battista Tassinari nella sagrestia; S. Agostino conversa con San Gerolamo. Di notevole bellezza sul presbiterio, la monumentale e splendida arca marmorea eseguita tra il 1362 e il 1402 da maestri lombardi.

Cattedrale (Santa Maria del Popolo e Santo Stefano). Piazza del Duomo. Le due cattedrali di epoca romanica, dedicate a S. Maria del Popolo e S. Stefano vennero abbattute mentre progredì l'edificazione della nuova chiesa che iniziò il 29 giugno 1488 per volontà del cardinale Ascanio Sforza, fratello di Ludovico il Moro. Viene riconosciuto il determinante intervento progettuale del Bramante cui si affiancarono i pareri tecnici di Di Giorgio, Martini e Leonardo Da Vinci. I lavori furono diretti da Rocchi e continuati dall' Amadeo. Verso il 1519, terminata la parte absidale e la cripta, l'edificazione si arrestò e solo nel secolo scorso venne ripreso il progetto per il suo completamento. La facciata venne terminata nel 1895 e la cupola fu compiuta dal Maciachini tra il 1884-1885. L' interno si presenta a croce greca diviso in tre navate. La cripta presenta elementi architettonici di grande interesse, richiama l'attenzione l'apparato barocco nel catino absidale che conserva le S.S. Spine. Da notare la Cappella a destra nel presbiterio con tele del Ferrari e del Barbieri; la Cappella di S. Siro nel transetto di destra con l'altare del XVII secolo.

Chiesa di Santa Maria del Carmine. Piazza del Carmine. La chiesa venne iniziata nel 1374 con i contributi di Gian Galeazzo Visconti, fu progettata da Bernardo da Venezia e ultimata nel 1486. La facciata si presenta in laterizi, a capanna divisa in cinque campi dai contrafforti, risolti alla sommità in svettanti pinnacoli ed arricchita dalla bella decorazione in cotto. All'interno, la luce del rosone, delle grandi bifore e delle artistiche vetrate si diffonde per le tre navate slanciate con alti archi a sesto acuto, ed esalta il contrasto di colore dei pilastri in cotto e delle bianche pareti e volte a crociera costolonate. Di notevole interesse gli affreschi votivi ritrovati nel transetto a destra ( Madonna con Bambino e Santi ) e quelli sui pilastri del XV e XVI secolo. Del XVII secolo le statue dell'annunciazione dell' altare maggiore; nella sagrestia lavabo dell' Amadeo.

Chiesa di San Teodoro. Piazza San Teodoro. Chiesa romanica del XII secolo, facciata in laterizi tripartita dai contrafforti con alla sommità un loggiato cieco. L' interno a tre navate, accoglie numerose testimonianze votive: dagli affreschi romanici dipinti sui pilastri, ai cicli pittorici rinascimentali di Sant' Agnese e di San Teodoro, alla veduta di Pavia del primo cinquecento. Di notevole suggestione è la cripta seminterrata, con sculture romaniche e capitelli romani di recupero

Chiesa di Santa Maria in Betlem. Via dei Mille. La chiesa in stile romanico ha la facciata in laterizi, con sculture in arenaria e con bacini ceramici decorativi di tipo bizantino. Edificio del tardo secolo XII deve l' appellativo alla sua dipendenza dal vescovo di Betlemme poichè si trovava sull' asse viario per la Terrasanta. L'interno a tre navate , conserva la statua lignea della Madonna della Stella, oggetto di speciale devozione.

Chiesa di Santa Maria di Canepanova. Via D. Sacchi. La chiesa fu iniziata nel 1492 con contributi dell' antica famiglia Canepanova. Il progetto inziale è dovuto al Bramante, mentre la direzione dei lavori a partire dal 1507 fu di Gio. Antonio Amadeo. L'interno di stile rinascimentale appare trasformato dalla decorazione di epoca barocca e per le settecentesche quadrature del Longone. Molto importante è l'arredo di dipinti del Moncalvo, del Procaccini e del Maggi. Sull' altare seicentesco di T. Orsolino si venera l' antica e miracolosa immagine della Vergine.

Cripta di S. Eusebio. Piazza Leonardo Da Vinci. Cripta della chiesa romanica ( su antica del VII secolo ), ad aula unica con volte costolonate e a crociera rette da colonne e pilastri con capitelli dei secoli VI-VII a tronco di piramide con foglie di palma; si notano affreschi del primo '200 di accentuata impronta bizantina.

Broletto. Piazza della Vittoria. L'edificio del Broletto era la sede storica delle riunioni municipali e venne costruito in fasi successive ( dall' XI al XVI secolo ) per rispondere alle crescenti esigenze dell' istituzione comunale. Loggia e scala sono della metà del secolo XVI, fastigio con orologio del 1872. La sua struttura si presenta a pianta quadrilatera intorno al cortile con portici e loggiati. Al primo piano resti di affreschi.

Torri Medioevali. Piazza Leonardo Da Vinci. Via Luigi Porta. Delle cento e forse più torri che contassegnavano il profilo della città medioevale ne restano integre oggi solo cinque: tre nella piazza dell' Università e due in via Luigi Porta. Risalgono all' XI-XII secolo, sono costruite in mattoni a canna restringenti verso l' alto: assolvevano compiti soprattutto simbolici, rappresentando il potere della famiglia cui appartenevano. Resti di torri di minori dimensioni sono ancora oggi visibili inglobati in molti edifici cittadini.

Orto Botanico. L' istituto botanico pavese sorge sull' antica area del convento di Sant' Epifanio di cui è tuttora conservato il chiostro. Venne sistemato nel 1773 sotto il governo austriaco dai botanici Brusati e Borsieri. Su progetto dell' architetto Piermarini furono realizzate delle serre in legno poi sostituite con quelle in ferro e vetro. Grande impulso alla ricerca fu dato da Giovanni Antonio Scopoli (1777 ) che incrementò gli esemplari botanici dell' Orto di Pavia, rendendolo un centro di studio e sperimentazione all' avanguardia in Europa.

Il Ponte Coperto. Piazzale Lungoticino. Ricostruito a metà del trecento in sostituzione dell' antico ponte romano, collegava il centro storico della città con il pittoresco borgo medioevale al di là del Ticino. La sua caratteristica, che lo rende il suggestivo simbolo di Pavia, è la copertura a tetto, voluta da Galeazzo II Visconti all' indomani della conquista della città. Bombardato nella seconda guerra mondiale, il ponte fu ricostruito agli inizi degli anni cinquanta.

L'Università. Strada Nuova. E' tra gli atenei più antichi d' Europa per fondazione: Galeazzo Visconti ne promosse l' apertura nel 1361 attivando gli studi di diritto, medicina e arti liberali. Da allora l' Università conobbe trasformazioni fino ad assumere l' attuale impianto grazie all' intervento del governo Austriaco. In epoca asburgica l' istituzione fu riformata negli insegnamenti e gli edifici furono ristrutturati un stile neoclassico ed ampliati dagli architetti Piermarini e Pollack con nuove aule: tra esse la Biblioteca detta " Teresiana ", il Teatro Anatomico e il Teatro di Fisica, ove Alessandro Volta presentò l' invenzione della pila a Napoleone. Di notevole interesse l' Aula Foscoliana, con copertura a volta, ribassata e affrescata dal Mescoli. Nel nostro secolo l' Università ha occupato anche la struttura del limitrofo Ospedale di San Matteo, prestigiosa architettura rinascimentale d' impianto cruciforme affiancato da cortili.

Il Teatro Fraschini. Strada Nuova. Il primo teatro pubblico cittadino si deve all' iniziativa di quattro esponenti del patriziato locale, da cui l' antica denominazione di " Teatro dei Quattro Cavalieri ". Il progetto, concluso tra il 1771 e 1773, fu affidato ad uno dei massimi esponenti dell' epoca, Antonio Galli Bibiena, che propose innovative soluzioni, tra cui la forma a capanna della platea, per l' ottimizzazione dell' acustica. Divenuto di proprietà comunale, fu intitolato al tenore pavese Gaetano Fraschini.

Palazzo Mezzabarba. Piazza del Municipio. Capolavoro del barocchetto lombardo, l' attuale sede del Municipio di Pavia fu progettata dall' architetto pavese Veneroni, come residenza patrizia della famiglia Mezzabarba. La nobile facciata, trova contrappunto nel fasto delle decorazioni interne e soprattutto nel salone da ballo, ora sala consigliare, affrescato ad opera del pittore Giovanni Angelo Borroni. A fianco dell' edificio si può visitare l' Oratorio dei Santi Quirico e Giuditta, con splendidi stucchi rococò e affreschi di Pietro Antonio Magatti.

Palazzo Malaspina. Piazza Petrarca. La residenza, di stile neoclassico, fu ideata per sè dal Marchese Luigi Malaspina, colto collezionista a cui la città deve le raccolte d' arte. Il palazzo è preceduto da un monumentale ingresso e si adorna di un romantico parco all' inglese, su cui prospetta la fronte posteriore affrescata. Accanto alla dimora privata il Marchese fece erigere lo Stabilimento della Biblioteca Civica.

Collegio Borromeo. Voluto da Carlo Borromeo per gli studenti della diocesi di Milano e citato nei "Promessi Sposi", fu eretto tra il 1562 e il 1588 su progetto di Pellegrino Pellegrini detto il Tibaldi, con interventi successivi del Richini. Importante esempio di architettura manierista, si presenta con un impianto quadrato e si articola intorno ad un cortile a loggiati sovrapposti caratterizzate da colonne binate. All'interno si osservano la sala dei camini, la Cappella con volta a botte e decorazioni cinqucentesche e il salone d'onore decorato da affreschi con episodi della vita di San Carlo Borromeo. Si segnala un importante quadreria nell'attigua Sala Bianca e i giardini all'italiana ai quali si accede tramite una cancellata seicentesca e una doppia scalinata.

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