
La storia del Pavese si identifica in linea di massima con quella del capoluogo. La posizione acquisita da Pavia sotto i Longobardi e sotto i Carolingi, favorì e rinsaldò i vincoli di sudditanza dei paesi agricoli limitrofi con il capoluogo. Verso la metà del XIII secolo apparivano già delineati i tre territori denominati "Laumellina", "Ultra Padum", e "De intus Papiam". Le sorti della Lomellina, dell'Oltrepo e del Pavese cominciarono a mutare con il declino dei potenti Marchesi del Monferrato, ossia quando venne meno la loro influenza sulla città di Pavia. Il loro tramonto corrisponde all'affermazione dei Visconti, cui Pavia fu costretta ad arrendersi nel 1359.
Caduta come ultimo libero Comune, la città mantenne una posizione di prestigio su molte città consorelle. Più tardi la Contea Pavese venne eretta a Principato, pur continuando a far parte integrante dello Stato di Milano. In tale posizione durò fino al secolo XVIII, all'epoca della guerra di successione spagnola ,che travolse il Principato. In seguito a tale guerra la Lomellina e l'Oltrepo passarono ai Savoia rispettivamente con il trattato di Torino del 1703 e con quello di Worms, stipulato nel 1743. Il Pavese, venne invece sottomesso all'Austria. Simile situazione durò fino alla seconda guerra d'indipendenza, quando la Provincia Pavese, in base alla legge del 23 ottobre 1859, riacquistò l'antica fisionomia di ex Principato. Essa era costituita da 4 circondari ( Pavia, Bobbio, Lomellina e Voghera ), 34 mandamenti e 284 comuni, ridotti oggi, per successive annessioni e perdite, ad un totale di 190. APPROFONDISCI 